Dentro di me, esplode il monologo interiore:
“Certo, signora, ma magari la prossima volta me lo scrive su WhatsApp prima che mi venga un infarto? Magari mi avvisa con un cartello: Attenzione, cane libero ma con buone intenzioni. Oppure, se proprio vuole lasciarlo senza guinzaglio, lo faccia in un campo da rugby, non tra i paraurti delle Panda parcheggiate.”
Lei, intanto, ride, richiama il cane come se stesse invitando un bimbo a cena:
— «Vieni qua, amore, vieni dalla mamma!»
Il cane obbedisce a metà — prima annusa la mia ruota, poi annusa la mia scarpa (giusto per ribadire il dominio territoriale) — e finalmente si decide a tornare da lei.
Io mi giro verso mia figlia, ancora un po’ scossa, e le dico per tranquillizzarla:
— «Hai visto? Non fa niente!»
E lei, asciugandosi le lacrime:
— «Allora perché urlavi papà?»
Touché.
La vicina, intanto, si allontana serena, canticchiando, mentre io resto lì con il cuore a 120 e la consapevolezza che la prossima volta, quando sentirò un abbaio, salirò in casa in 3 secondi netti — o farò installare un tornello con riconoscimento guinzaglio.
Alle nove del mattino i vicini mi hanno suonato per lamentarsi. Dopo mesi in cui…
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Mia figlia non si era svegliata nemmeno quando l’avevo spostata nel lettino. Dopo più di…
L’amico di mio padre aveva chiamato per fare le condoglianze. Quando ha risposto proprio mio…
Sento quelli di sopra spostare qualcosa e mi irrigidisco, perché so già che quello di…
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