Storia fresca fresca di oggi.
Rientriamo io e mia figlia (3 anni e un carattere da generale russo) in bicicletta nel garage condominiale — che, in realtà, è un piazzale aperto con tanto di cartello “ACCESSO RISERVATO AI RESIDENTI” e posti auto belli ordinati.
Insomma, un posto dove ti aspetti al massimo di incrociare un gatto, o un vicino che esce in ciabatte per buttare la plastica.
Faccio scendere la bambina dal seggiolino, sto per chiudere il lucchetto… e sento un rumore.
TOC TOC TOC TOC
Alzo lo sguardo e vedo arrivare — a tutta velocità — un dalmata gigante, di quelli che ti aspetti di vedere in un film Disney circondato da altri 100 fratelli. Solo che questo è solo, e punta dritto verso di noi.
Senza guinzaglio, ovviamente.
Corre, abbaia, scodinzola in modo sospetto.
E io, nel giro di due secondi, passo da “papà rilassato che chiude il lucchetto” a “bodyguard professionista in modalità protezione VIP”.
Mi metto davanti a mia figlia, pronto al sacrificio eroico, e intanto penso: “Ecco, morirò per colpa di Crudelia De Mon versione condominio.”
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