La vicina è entrata in sala da pranzo e ha cominciato a trascinare le mie sedie. Era venuta a lamentarsi perché, secondo lei, le spostavo troppo. Non riuscendo a convincermi, aveva deciso di farlo personalmente.
Due giorni prima avevo cambiato i feltrini in tutta casa. Li avevo messi perfino sotto le ciotole di metallo dei gatti, perché uno di loro mangia accompagnando il recipiente da una stanza all’altra.
Pensavo di aver coperto ogni possibile fonte di trascinamento. Mi mancava soltanto la vicina.
Oggi aveva ricominciato con l’aspirapolvere. È quella del piano di sotto: quando pulisce sento urti, mobili spostati e sedie che sembrano cercarsi per tutta casa.
Io mi sono fatta la doccia e alle 12:15 ho usato l’apparecchio per asciugare e sistemare i capelli. Uscita dal bagno, lei stava ancora spostando roba.
Ho messo le cuffie e mi sono seduta a giocare con la Switch davanti alla televisione.
Suona il campanello.
Non aspettavo nessuno. Apro e trovo lei, arrabbiatissima.
“È più di mezz’ora che sposti le sedie!”
Io avevo ancora in mano il controller.
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