Categories: Storie dal vicinato

Il film della porta accanto

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Qualcuno mi ha suggerito i tappi per le orecchie. Li metterei volentieri, ma soffro spesso di otiti e non posso usarli.
Così resto lì a cercare di ignorare le urla. Quelle delle ragazze, quelle della madre e anche quelle del padre, che quando alza la voce arriva attraverso il muro con un tono acutissimo.
 
A chi mi dice “va be’, sono soltanto urla” farei provare una serata nel mio letto. Borsa calda compresa, così non manca niente.
All’inizio aspetti che finiscano. Poi cominci a irritarti per ogni nuova voce che si aggiunge. Quando finalmente tacciono, resti ancora in ascolto, perché temi che uno abbia soltanto preso fiato.
 
Quella sera, all’una, ho ripreso il telefono. Potevo finalmente sentire il film, ma ormai avevo sonno e l’ho chiuso.
L’app mi ha chiesto se volessi continuare la visione da dove l’avevo interrotta.
Magari l’avessero chiesto anche ai vicini.

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Vicino

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