L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Re Leone

La cosa meravigliosa è che, almeno per un po’, sul balcone dove tengo i panni stesi non ho più trovato schifezze, quindi evidentemente il messaggio, pur respinto insieme al regalo, qualche effetto deve averlo avuto e io quasi cominciavo a crederci, quasi pensavo che la diplomazia del dolcetto avesse funzionato, che finalmente avessimo trovato un equilibrio e che i tappeti avessero imparato a prendere aria senza perdere pezzi sopra casa mia.

Poi sono andata sull’altro balcone.

E ho trovato lo schifo lì.

Quindi niente, il problema non era stato risolto, era stato semplicemente trasferito, una specie di delocalizzazione della porcheria, il balcone dei panni era salvo, l’altro evidentemente era stato sacrificato alla causa.

A questo punto ho smesso di farmi troppe domande, perché con certe persone puoi spiegare, chiedere gentilmente, citare il regolamento, sorprenderle sul fatto, arrivare perfino con un regalo di Natale e un biglietto educato, ma riusciranno comunque a trovare una risposta che non avevi previsto.

“Non li sbatto, gli faccio prendere aria.”

Ecco un altro VDI:   Vicinanza interrotta

Questa ormai è entrata di diritto nella storia del condominio e credo che la userò anch’io, se un giorno dovessi rovesciare per sbaglio un secchio d’acqua dal balcone non l’avrò buttato, gli avrò semplicemente fatto prendere il volo.

Comunque per il momento la situazione è questa, sul balcone dei panni sembra esserci una tregua, sull’altro un po’ meno e dal piano di sopra continua la normale programmazione del Re Leone, con corse, urla, spostamenti e la sensazione che prima o poi Simba verrà sollevato direttamente sul loro balcone.

Ma questa è soltanto una puntata, la prossima si intitola:

“A cosa vi serve l’acqua aperta tutte le notti?”

E sinceramente, conoscendole, ho quasi paura della risposta.

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