L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Re Leone

Eccoci a un nuovo capitolo delle vicine da incubo del piano di sopra, quelle che ogni mattina, pomeriggio e sera organizzano una rievocazione completa delle migliori scene del Re Leone, con la carica degli gnu, le scimmie urlatrici felici per la nascita di Simba e, ogni tanto, qualche rumore misterioso che mi fa pensare abbiano direttamente un elefante in corridoio.

Ormai sui rumori ho quasi smesso di farmi domande, sento correre, trascinare, urlare, sbattere, cadere cose e mi limito a guardare il soffitto chiedendomi cosa stia succedendo lassù, poi ricordo chi ci abita e lascio perdere, ci sono misteri che è meglio non approfondire, il problema vero però era un altro, la porcheria che continuava ad arrivare sui miei balconi.

Perché le signore del piano di sopra avevano questa bellissima abitudine di sbattere tappeti e quant’altro direttamente sopra casa mia, così polvere, capelli, briciole e schifezze varie finivano giù, esattamente dove io tengo i panni stesi e dove, ogni tanto, avrei anche la pretesa assurda di poter stare senza ricevere in omaggio i residui della loro vita domestica.

Ecco un altro VDI:   Quello della Casa Vuota

Avevo provato a dirglielo con gentilezza, senza scenate, senza urla, senza partire direttamente con la guerra condominiale, semplicemente:

“Per favore, potreste evitare di sbattere i tappeti sopra i miei balconi?”

La risposta della madre è stata meravigliosa:

“Ma io i tappeti li sbatto solo di domenica.”

Ah beh, allora tutto a posto, la domenica evidentemente la polvere è benedetta, le briciole diventano ostie consacrate e io devo accogliere tutto sul balcone con la stessa emozione di una prima comunione.

Un’altra volta la becco praticamente sul fatto e lei, con aria sinceramente sorpresa, mi fa:

“Ah, non posso sbattere i tappeti?”

“No, anche il regolamento lo vieta.”

“Ah, no?!?!?”

Giuro, sembrava le avessi appena comunicato che da quel giorno era vietato respirare.

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