Adesso sul balcone ci sono anche macchie marroni. Sono le pellicine delle noci che, bagnate dalla pioggia, hanno lasciato il segno.
Ho fatto delle fotografie, ma nelle immagini rende meno. Dal vivo vedo dove devo pulire; sul telefono sembra sempre che stia cercando di dimostrare troppo con troppo poco.
E mi arrabbio ancora di più, perché so già quanto facilmente tutto possa diventare un altro “caso”.
Non pretendo che dal piano di sopra non cada mai niente. Un incidente può succedere. Ma qui continuo a ritrovare cose diverse, devo controllare il bucato e il tavolo e non riesco nemmeno a stare sul balcone senza chiedermi cosa possa arrivare.
Poi incontro gli stessi vicini e mi sento parlare delle zampe bagnate nell’ascensore.
Questa volta sono davvero al limite. Ho già provato a scrivere con gentilezza e non voglio mandare un altro messaggio mentre sono così arrabbiata.
Intanto ho fotografato le macchie prima di pulire. Poi ho preso scopa e paletta, facendo attenzione che i gatti non mettessero le zampe nei resti delle noci.
Tra poco dovrò portare fuori i cani. Se piove, mi toccherà stare attenta anche alle impronte.
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