Il proprietario del palazzo gli ha parlato più volte. Una volta ho sentito la conversazione dal pianerottolo: tono calmo all’inizio, poi sempre più duro, come se un padre sgridasse un figlio testardo. Alla fine il proprietario gli ha persino detto che, se continuava così, lo avrebbe mandato via. Io, dentro di me, quasi applaudivo. Ma niente. Quel muro di ostinazione non si è mosso di un millimetro.

E poi è arrivata la sera di oggi.

L’ennesimo blackout.
L’ennesimo “clack” secco, il buio che ci avvolge, la mia mano che cerca interruttori inutili.
Quando sono scesa per riattivare il contatore, lui c’era già. Rosso in faccia. Gli occhi che scattavano come se ogni gesto degli altri fosse un attacco personale.

Quando ha iniziato a urlare, a sbraitare che nessuno doveva permettersi di “toccare la sua corrente”, ho sentito qualcosa spezzarsi. Ho risposto. Non so nemmeno da dove mi sia uscita quella sicurezza, forse dalla stanchezza accumulata. Gli ho detto chiaro e tondo che non si poteva più andare avanti così, che doveva aumentare i kW o smetterla di comportarsi come se fosse l’unico abitante del palazzo. E che, se non cambiava, avrei fatto tutto il possibile per metterlo davanti alle sue responsabilità.

Page: 1 2 3

Leggi l'articolo completo
Luca

Share
Published by
Luca

Recent Posts

Una grigliatina tranquilla

"Mamma, cuociono un dromedario!" Mia figlia urlava dalla finestra. Mi sono affacciata e ho visto…

57 anni ago

La doccia immaginaria

Il vicino mi aveva riportato le chiavi della macchina e io non gli avevo nemmeno…

57 anni ago

La prova della sedia

La vicina è entrata in sala da pranzo e ha cominciato a trascinare le mie…

57 anni ago

Il pelo nell’ascensore

Un pelo dei miei cani sulle scale è un problema condominiale. Le bucce di noce…

57 anni ago

Posta in ostaggio

La mia posta ha una cassetta apposta, ma la vicina preferisce tenerla a casa sua.…

57 anni ago

Finestre riservate a Zucchero

La vicina mi ha ordinato di chiudere le finestre perché il suo gatto potesse entrare…

57 anni ago