“Mamma, cuociono un dromedario!”
Mia figlia urlava dalla finestra. Mi sono affacciata e ho visto una pecora intera girare sopra un enorme braciere, azionata a mano con una ruota d’automobile. Qualche ora prima avevo dato il permesso per un barbecue.
Vivevamo in una piccola quadrifamiliare con gli spazi esterni condivisi. Quel giorno la vicina era scesa a chiedermi, molto gentilmente, se potessero usare il cortile posteriore per grigliare.
“Certo, nessun problema!”
Lo avevo detto anche volentieri. Mi ero immaginata una griglia, qualche sedia, persone che mangiavano insieme. Non avevo pensato di chiedere una descrizione dell’impianto.
Sono tornata alle mie cose. Nel frattempo, fuori, loro si erano messi al lavoro.
Quando mi sono affacciata, qualche ora dopo, nel cortile era comparsa una costruzione alta un paio di metri. Lamiere, assi di legno, materiale di recupero assemblato in una specie di capanno.
Ho guardato meglio, cercando il barbecue.
Era dentro.
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