L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il centro malessere sotto casa

Si mettono sul terrazzo a chiacchierare o a telefonare fino alle tre, alle quattro del mattino, ridendo, gridando, commentando non so cosa.
Io le sento come se fossero dentro la mia stanza: parole, risate, tazze che sbattono, il rumore di una sedia trascinata. Ho provato con i tappi per le orecchie, ma niente. La voce passa attraverso ogni cosa.

L’altra notte, esasperata, una signora del palazzo è scesa e le ha sgridate dal cortile. Io, affacciato alla finestra, mi sono unito al coro, anche se dubito ci abbiano sentiti. O, più probabilmente, ci hanno ignorati del tutto.
Ieri notte, quando la scena si è ripetuta, ho perso la pazienza.
Hanno un grande terrazzo proprio sotto di me, e così — lo ammetto — ho riempito una bottiglia e ho lanciato giù un po’ d’acqua.
Non abbastanza da far male, solo per far capire che qualcuno lì sopra non ce la fa più.
Cinque minuti di silenzio, poi di nuovo voci, più forti di prima.

Ecco un altro VDI:   L'ultimo piano non è sempre una soluzione

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