Abito a Milano da appena quindici giorni.
Quindici giorni, e già non dormo più.
L’appartamento che ho trovato non è male: una via tranquilla, un cortile ordinato, un palazzo di quelli anonimi ma dignitosi. Pensavo di aver fatto un buon affare. Peccato che al piano terra ci sia un centro benessere. O almeno, così c’è scritto sul cartello: “Wellness & Relax”.
Un nome ironico, visto che da quando ci abito, di relax non ne ho più.
Di giorno tutto sommato va bene. Le tende sono tirate, si sentono solo i suoni ovattati delle macchine per i massaggi, qualche risata soffocata, passi leggeri. Tutto molto discreto, anche se a guardarlo bene non somiglia affatto a un centro benessere.
Ma è di notte che comincia la tragedia.
Scopro ben presto che là dentro ci dormono delle ragazze cinesi. Non ho niente contro di loro, per carità — ma hanno la singolare abitudine di parlare a voce altissima. Non litigi, non musica, non feste. Solo chiacchiere.
Urlate.
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