La vicina insegna yoga, ma da quando la conosco mi sono ritrovata a fare parecchi respiri profondi senza averle mai pagato una lezione.
In paese la chiamano tutti “la yoga”. Da casa sua arrivano incenso e musica da meditazione. Quando esce, invece, può cominciare una discussione su praticamente qualsiasi cosa.
Abito in un centro storico particolare: da una parte ci sono le stradine medievali, dall’altra la campagna. Sotto casa abbiamo alcuni orti e, quando ho preso la mia cagnolina, ho chiesto di affittarne uno.
Il proprietario vive a Roma ed era contento che qualcuno se ne occupasse. Io avrei avuto uno spazio vicino a casa, lui il terreno tenuto pulito. Mi sembrava un accordo semplice.
L’orto accanto era della vicina.
Appena ha saputo del cane è venuta a protestare. Secondo lei avrebbe rappresentato un pericolo per i gatti che girano lì sotto.
Sono randagi e alcuni hanno già graffiato i cani dei vicini. Mi sono quindi ritrovata a pensare anche al rischio contrario: volevo uno spazio per la cagnolina, non un posto dove dover controllare continuamente gli incontri.
Poi ho scoperto che tra lei e il proprietario del terreno c’era già una causa in corso. Non so quanto c’entrasse con la sua visita, ma ho capito di essere arrivata in mezzo a una situazione precedente a noi.
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