Poi mi chiese quale problema avesse la mia linea. Salì a controllare il modem e si accorse che il cavo della presa era danneggiato. Ne aveva uno di ricambio nel suo appartamento, lo sostituì e, per la prima volta dopo settimane, la mia connessione riprese a funzionare normalmente.
Prima di andarsene mi disse:
“Adesso hai Internet. Quindi, se ti rivedo nella lista dei dispositivi, cambio anche il nome della rete.”
“Con cosa?”
“GiuliaPagaInternet.”
Da allora il mio Wi-Fi funziona e quello di Marco è protetto da una password che, saggiamente, non mi ha mai comunicato.
Ogni tanto ci incrociamo sulle scale e lui mi chiede se la connessione regge. Io rispondo sempre di sì, anche quando rallenta.
Non per orgoglio. È che temo ancora di aprire l’elenco delle reti e trovare davvero “GiuliaPagaInternet”.
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