L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Sono i loro orari

Dormire fino a tardi non so più cosa significhi. Anche il riposino pomeridiano è diventato un tentativo: mi sdraio, sento il primo colpo e comincio ad aspettare il successivo.
Mi accorgo che questa cosa mi sta rendendo nervosa anche quando non succede niente. Se per qualche minuto c’è silenzio, invece di godermelo penso a quanto durerà.
 
La parte che mi fa arrabbiare di più arriva la sera.
Finisco di lavorare alle otto e mezza e, fino a poco tempo fa, correvo per riuscire a fare la doccia prima delle dieci. Guardavo l’orologio, mi sbrigavo, cercavo di non disturbare. Mi sembrava normale avere un riguardo per chi magari era già a letto.
Poi la mattina dopo mi ritrovavo sveglia alle sei e cinquanta, a fissare il soffitto.
 
Continuo a fare attenzione, perché mettermi a sbattere apposta non mi farebbe riposare meglio. Però ho smesso di vivere la doccia come una prova a tempo.
Se un giorno verranno a lamentarsi, cercherò di parlarne con calma. Ma la frase che mi hanno ripetuto mi è rimasta talmente impressa che temo mi uscirà prima ancora del buongiorno.
 
Intanto la sveglia è ancora impostata sulle sette e mezza.
Non l’ho cambiata. Mi ostino a pensare che, almeno sul mio comodino, gli orari li decida io.

Ecco un altro VDI:   L'amministratore Inesistente

Lascia una risposta