Alla mia vicina ho detto più volte che non mi serviva niente. Lei mi ha portato lo stesso il cioccolato, dimostrando di aver capito benissimo di cosa avessi bisogno e di non fidarsi affatto della mia risposta.
Viviamo in un complesso di dodici bifamiliari e, lo ammetto, qui mi trovo bene. Ho dei vicini meravigliosi. Nell’ultimo anno è migliorato tantissimo perfino il rapporto con l’unica famiglia che veniva considerata la pecora nera del quartiere.
Ma una persona in particolare merita un discorso a parte. È la mia vicina, è un’amica e durante la gravidanza ha deciso che non dovessi mai sentirmi sola.
Ogni giorno mi chiedeva come stessi. Quando usciva per fare la spesa arrivava puntuale la domanda:
“Ti serve qualcosa?”
“No, grazie, sono a posto.”
Rispondevo quasi sempre così, soprattutto per non darle incombenze. Poi lei tornava e aveva preso qualcosa che mi piaceva. Una tavoletta di cioccolato, una piccola attenzione che non le avevo chiesto e che mi faceva sorridere.
La vicina di scorta
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