I vicini hanno lasciato il loro cane libero e incustodito nel giardino condominiale. È un animale circa cinque volte più grande del mio volpino e, quando ci ha visti, gli è saltato addosso.
È successo tutto in pochi secondi. Io ho cercato immediatamente di proteggere il mio cane, terrorizzata dalla differenza di dimensioni e dalla possibilità che venisse ferito gravemente. Non c’era nessuno accanto all’altro animale per richiamarlo o intervenire.
Per fortuna sono riuscita a evitare conseguenze, ma a quel punto ho perso completamente la pazienza.
Fino a quel momento avevo sopportato lavatrici, risvegli, colpi metallici e notti disturbate. Vedere il mio cane in pericolo perché il loro era stato lasciato libero senza sorveglianza, però, è stato il limite.
Quando finalmente parlai con i ragazzi, dissi tutto. Non soltanto ciò che era appena accaduto in giardino, ma anche quello che sentivo ogni giorno dal piano di sopra.
Spiegai che in quel condominio passa qualsiasi vibrazione e che, proprio per questo, servirebbe un minimo di attenzione in più. Se già sento quasi l’arrivo di un messaggio sul loro cellulare, figurarsi una sedia trascinata, un oggetto metallico lasciato cadere o una lavatrice avviata la domenica mattina.
Mi offrii perfino di regalare loro dei gommini da mettere sotto le sedie, pur di eliminare almeno una parte del rumore.
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