Giuro su Dio, sembrava arrivasse un temporale.
Solo che erano gabbiani.
Un’orda.
Ali ovunque, versi infernali, roba che neanche nei film catastrofici.
Si buttano sul davanzale come tifosi in curva e inizia la guerra.
Nel frattempo la troupe continua a provare a girare la scena mentre sopra di loro parte il bombardamento.
Perché i gabbiani, quando litigano per il cibo, diventano praticamente bombardieri militari.
La prima scarica centra le macchine d’epoca.
La seconda un tizio della troupe che tira una bestemmia talmente forte che credo sia entrata nella colonna sonora ufficiale del film.
La pazza nel frattempo, completamente serena, butta pure altro pane molle dalla finestra.
Ma non a pezzetti.
Blocchi interi.
Che si spiaccicano sulla strada come granate di carboidrati.
A quel punto il set diventa una zona di guerra.
Gabbiani ovunque.
Tecnici che urlano.
Figuranti che scappano.
Uno col microfono che cerca di coprirsi la testa col ciak.
Il casino arriva fino ai piani alti e tutti si affacciano per capire cosa stia succedendo, tutti tranne lei che, da perfetta benefattrice del regno animale, richiude le finestre e sparisce dopo aver seminato il caos.
Ovviamente sbattendo gli infissi così forte da far cadere pure altro cibo dal davanzale.
Una roba surreale.
A un certo punto vedo uno della troupe tentare di allontanare un gabbiano con l’ombrello.
Errore gravissimo.
Perché quello praticamente lo guarda male e reagisce immediatamente scagazzando a spruzzo sulle finestre del secondo piano.
Tutte.
Pure le mie.
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