Mio figlio si è seduto sul tappeto con i dinosauri alle nove di sera. Due minuti dopo, dal piano di sotto:
“State fermi un po’ lì sopra!”
Sono rimasta a guardarlo. Dopo una giornata tra scuola, sport e compiti, si era fermato in camera per giocare un quarto d’ora. A quanto pare anche i dinosauri avrebbero dovuto andare subito a letto.
Siamo in tre e lui è figlio unico. Non ci sono fratelli che si rincorrono per ore: qualche corsa può capitare, ma di solito gioca ai videogiochi e usa poco la cameretta.
Quella stanza si trova sopra la zona giorno del vicino. Abitiamo in un vecchio casolare ristrutturato e i rumori passano, questo lo sappiamo. Del resto, il suo urlo lo abbiamo sentito benissimo.
Cerchiamo di fare attenzione. In casa usiamo le ciabatte, concentriamo pulizie ed elettrodomestici tra le quattro e le otto del pomeriggio e alle dieci siamo tutti a letto.
Non significa che nel resto della giornata non cada mai niente. Significa che proviamo a vivere tenendo conto anche di chi abita sotto.
Vorrei sentire la stessa disponibilità dall’altra parte.
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