Categories: Storie dal vicinato

Posta in ostaggio

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Per diversi mesi ero riuscita a mantenere un po’ di distanza. Meno contatti, meno occasioni di ritrovarmela addosso. Mi ero quasi abituata a non dover gestire continuamente le sue richieste.

Poi è ricomparsa una busta da ritirare a casa sua e siamo tornate alla stessa conversazione.
 
Mi esaspera soprattutto quel “così non la perdi”. La mia posta non era persa: aveva un posto preciso dove arrivare e aspettarmi.

Adesso, invece, so dov’è ma non posso prenderla quando mi è comodo. Devo andare alla sua porta, suonare e accettare un incontro che avevo già cercato di evitare.
 
Il telefono si illumina di nuovo. Vuole sapere quando passo.

Io guardo la cassetta vuota e penso che, per ricevere la mia posta, ormai devo prendere appuntamento con la vicina.

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