L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Luminare novembrine

La vecchia mi guarda, indica il tetto e, con il tono di chi sta per comunicarmi una grave violazione del codice civile, dice:

«Ho visto che hai già messo le luci di Natale.»

«Sì, gli operai erano già sul tetto per sistemare le grondaie e ne ho approfittato.»

Pensavo che la spiegazione fosse sufficiente, pensavo che avrebbe annuito e sarebbe tornata a occuparsi della propria vita.

Errore.

«Però oggi è soltanto il 19 novembre.»

Rimango in silenzio, guardo lei, guardo la figlia e poi torno a guardare lei.

«Sì, lo so.»

«Non ti sembra un po’ presto?»

A quel punto cerco di capire quale fosse esattamente il problema, le luci erano montate sulla mia casa, le avevo comprate io, gli operai li avevo pagati io e non erano nemmeno accese.

Forse esisteva un calendario ufficiale delle decorazioni natalizie e nessuno mi aveva informata, magari dal primo dicembre sarebbe arrivato un funzionario del Comune per consegnarmi il permesso di accensione.

Ecco un altro VDI:   Dieci minuti solo

«Le ho soltanto fatte montare, visto che gli operai erano già sul tetto, non le ho ancora accese.»

La vecchia scuote la testa, non sembrava convinta, anzi, sembrava quasi delusa dal fatto che non potesse accusarmi di aver illuminato il quartiere con quaranta giorni di anticipo.

Poi arriva la vera preoccupazione.

«Dovresti pensare anche alla bolletta, prima di mettere tutte quelle luci.»

La mia bolletta.

La mia corrente.

Le mie luci.

La mia casa.

Lei, però, era preoccupata, non per l’ambiente e nemmeno per un possibile sovraccarico della rete elettrica nazionale, era preoccupata per una bolletta che non avrebbe mai visto, mai pagato e che non sarebbe mai arrivata nella sua cassetta della posta.

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