L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il cortile d’Italia

Sono le cinque del pomeriggio nel cortile dei pazzi.

Io, calabrese, provo a sorseggiare un tè mentre mio figlio finalmente dorme. Dico “provo” perché attorno a me è in corso uno spettacolo che rende il silenzio un concetto puramente teorico.

La vicina siciliana del piano di sopra sta urlando dal balcone con quella veneta che abita sotto, ma dalla parte opposta. Non stanno necessariamente litigando: comunicano proprio così, da un’estremità all’altra del cortile, rendendo partecipi anche tutti quelli che non avevano chiesto di prendere parte alla conversazione.

Di fronte, il vicino marocchino ha deciso che il marciapiede del condomino lombardo è il posto ideale per spaccare la legna. Ogni colpo riecheggia tra i palazzi, mentre il proprietario del marciapiede, per il momento, sembra aver scelto la via della rassegnazione.

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