Antinferno
Parto dicendovi che fino ai miei 21 anni ho vissuto in una vecchia cascina ristrutturata nei primi anni ’90 con 25 famiglie trasferite quasi tutte contemporaneamente, con giardini comunicanti senza recinzioni, eravamo una trentina di bambini della stessa età, più o meno, e i rapporti erano meravigliosi con tutti (tranne i soliti 2/3 che si trovano in ogni condominio). Anche di questo condominio avrei cose da raccontare: tra la vicina che minacciava di uccidere il suo cane quando abbaiava solo per poi chiedergli scusa piangendo, a quella che ci bucava i palloni da calcio quando arrivavano nel suo giardino e a quello che si vedeva solo una volta al mese e faceva un baccano infernale di notte; ma non è questo il giorno, oggi vi racconto di quando, appunto a 21 anni ho scelto di andare a vivere da solo.
Trovo questo bilocale (chiamato “bi” solo perché aveva un muro che separava zona giorno da zona notte ma era veramente piccolo, mi sembra 31 mq calpestabili) a 2 minuti a piedi da casa dei miei genitori, e dalla finestra della camera potevo praticamente parlargli in quanto il loro giardino si trovava confinante con la mia camera.
Mi accordo con il proprietario (nonché quello che si rivelerà essere il mio Vicino Infame) per l’affitto e sulle tempistiche per poter entrare in casa e da lì inizia il calvario.
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