L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La chiamata dei soccorsi

Dal nulla si apre la porta dell’altro appartamento del pianerottolo e fa capolino un vecchietto. Stavolta sì, adorabile davvero. Uno di quelli che sembrano usciti da una cartolina. Ci guarda, ci osserva, poi con aria illuminata indica il muro accanto e dice:
“C’è il campanello lì accanto!”

Un pompiere lo suona, sorridendo, probabilmente più per dargli soddisfazione che per reale convinzione. Intanto un altro collega ha già escluso la presenza di gas con lo strumento cercafughe.

Il Caposquadra, evidentemente non convinto, piazza altre due stangate con la sua mano-pala-meccanica. La porta in tamburato si flette in maniera preoccupante. Giuro che sembrava sul punto di confessare.

E proprio in quel momento…
l’acqua si spegne.

Un silenzio improvviso, quasi teatrale. Poi rumori domestici. Passi. Fruscii. Infine le chiavi che girano nella serratura.

La porta si apre.

Davanti a noi compare una donna avvolta in un asciugamano, capelli bagnati, sguardo preoccupato ma vivo, sanissimo. Ci parla in un francese che solo uno dei presenti riesce a capire davvero. Sta bene. Benissimo.
Si stava semplicemente facendo la doccia.
Nessun malore. Nessuna caduta. Nessun problema.

Ecco un altro VDI:   I lavori (ci scusiamo per il disagio)

Ci scambiamo sguardi muti, quelli che dicono tutto senza dire nulla. Saluti rapidi, spiegazioni minime, e facciamo retrofront.

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