L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Mio marito

Il VDM è mio marito che, dopo aver vissuto per 30 anni nella villetta unifamiliare nel paesino di campagna, non riesce ad adattare le sue produzioni sonore al contesto condominiale.

Per la nostra prima convivenza eravamo in un monolocale al pian terreno, con pareti molto spesse, quindi per quei primi 2 anni ha continuato a vivere come se fosse da solo. Da un po’ però siamo al quarto piano di una palazzina di 8 appartamenti e sotto di noi abbiamo gente vera che immagino vorrebbe vivere serenamente.
Lui cammina con i talloni, come se avesse sandali di cemento armato, trascina le sedie o qualunque altra cosa debba essere sposata, parla ad un tono di voce sostenuto quando rientra tardi, sbatte le porte rumorosamente, accende il phon alle 5 di mattina prima di andare a lavoro. Non è per cattiveria o maleducazione, è che proprio non ci pensa che altre persone possano sentire quello che lui fa. Sono diversi anni che provo a limitare questa sua ingenua esuberanza ma purtroppo dura pochi giorni, poi torna alle sue abitudini.

Ecco un altro VDI:   Il mio vicino da incubo si lamenta per ogni cosa.

È un cittadino modello: mai preso una multa, paga le bollette prima che arrivino, rispettoso di tutto e tutti, amante degli animali e della natura. Ma questa cosa di “fare piano” non gli entra proprio.
Questo per dirvi che a volte un VDM è solo uno che non si rende conto.

Non ci sono stati particolari richiami da parte dei nostri vicini, ma qualche battutina e frecciatina quando li incontro per le scale è scappata. Vivo con il timore che prima o poi smetteranno di dirmelo con il sorriso e mi beccherò io qualche rimprovero.

Se verranno a bussare alla mia porta, credo che potrò solo rispondere con “provateci voi a farlo smettere che io ho fallito miseramente”.

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