L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il vicino di ombrellone

Io entro in acqua con mia cugina, giochiamo un po’, spruzzi, risate, tutto bene.
Finché vedo il vicino che decide di entrare pure lui in acqua, sigaretta ancora in bocca, e dirigersi verso gli scogli. “Va a fare le cozze”, dico tra me e me, perché ormai la scena è chiara: un uomo, un mare, un mollusco e un disastro ambientale in arrivo.

Allora dico a mia cugina:

“Vediamo che fine fa la sigaretta.”

Due secondi dopo mi giro, ed eccola lì: la cicca che galleggia accanto a lui, come una bandierina della maleducazione.
Mi avvicino e, con la mia migliore ironia passivo-aggressiva, gli dico:

“Scusa, ti è caduta la sigaretta!”

E lui, tranquillo come se stessimo parlando del tempo:

“No, nun m’è caduta, l’ho buttata n’acqua perché era finita.”

In quel momento sento il sangue salirmi alla testa. Mi accendo io, non la sigaretta.
Lui però, cercando di giustificarsi, aggiunge:

“Tanto oggi l’acqua è così pulita, alla fine ce sta solo ‘a sigaretta mia, capito?”

Ecco un altro VDI:   Il locale notturno di merda

Io rimango interdetto. Quella logica contorta per cui “se è tutto pulito, posso sporcarlo io” dovrebbe essere studiata in laboratorio.
Prima che possa rispondere, interviene mia cugina — piccola, ma con la prontezza verbale di un giudice ambientale:

SPLASH!
Gli tira una secchiata d’acqua addosso e gli grida:
“E appunto, tu brutto puzzone la stai sporcando!”

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