L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Ventidue anni di parcheggio

Gli ho fatto presente che gli spazi erano liberi, ma per evitare di cominciare subito con una discussione sono sceso a spostare l’auto.

Qualche giorno dopo ho parcheggiato altrove.

Altro campanello.
 
Stavolta il vicino aveva un SUV e sosteneva che quello fosse l’unico spazio adatto alla sua macchina.

Anche lui, quindi, aveva un posto personale. Non risultava da un’assegnazione, ma dalle dimensioni dell’auto.

Ho ripetuto il discorso fatto al primo: un posto per famiglia, nessuno spazio riservato. Poi, ancora una volta, ho spostato la macchina.
 
Nel frattempo avevo cominciato a insistere con l’amministratore. Volevo una soluzione, perché ogni parcheggio rischiava di trasformarsi in una visita alla porta.

La macchina dovevo metterla da qualche parte. Non potevo continuare a scoprire i confini delle proprietà condominiali soltanto dopo averli violati.

Ecco un altro VDI:   Tragedia in tre atti (di dolore)

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