L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Tragedia in tre atti (di dolore)

Oggi voglio raccontarvi la storia della mia anziana vicina, la signora F., della mia giovane vicina V. e mia.
Una tragedia in tre atti (o commedia, dipende dai punti di vista) che si svolge nella calura estiva milanese.

Tanto tempo fa — cioè l’anno scorso — c’era un piccolo condominio di pace e amore.
No, non è vero, ma come incipit suona bene.
In realtà era un microcosmo di silenzi, portoncini che sbattono e “buongiorno” appena accennati.
L’età media era così alta che, quando ti affacciavi dal balcone, ti veniva da fare un controllo del polso ai passanti.

A parte me e V., era praticamente una casa di riposo senza la targhetta “RSA”.
Io e lei, bene o male, nell’ultimo anno avevamo fatto la spesa e dato una mano ai vicini più anziani in tempo di lockdown: sacchetti davanti alle porte, farmaci, bollette, piccoli aiuti.
V. in particolare era diventata la nipotina adottiva della signora F.: la accompagnava alle visite, le prendeva le medicine, ogni tanto passava per un caffè.

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Io, che sono meno tenera, un minimo di distanza l’ho tenuta.
Lo sentivo, l’odore del “ti do il dito e tu ti prendi la mano, il braccio e pure le scarpe nuove”.
E infatti, è successo: V. è diventata la stampella di signora F.

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