La vicina sapeva quanto era durata la mia telefonata di lavoro: venti minuti. Me lo ha fatto sapere presentandosi alla porta poco dopo. Io avevo parlato in camera da letto, alle 11:40 del mattino, convinto che fosse una normale attività domestica.
Viviamo al quarto e ultimo piano, sotto il terrazzo. Io ho trentun anni, mia moglie ventisette e le nostre gemelle quasi cinque. Sotto di noi abita una signora sulla cinquantina con due figli adulti.
Con lei i rapporti sono difficili. Mi sembra che qualsiasi rumore proveniente dal nostro appartamento diventi un motivo per lamentarsi.
Per tenere occupate le bambine abbiamo provato di tutto. Impasti, esperimenti, lavoretti: ci siamo trasformati a turno in cuochi, animatori e addetti al recupero della colla.
Non dico che siano immobili o silenziose. Sono due bambine di quasi cinque anni e, dopo un po’ sedute al tavolo, si alzano e vogliono muoversi.
Una sera, alle sette, hanno cominciato a rincorrersi.
Da sotto sono arrivati i colpi di scopa.
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