L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Ventidue anni di parcheggio

Alla terza suonata, però, ha aperto mia moglie.

Era già abbastanza arrabbiata per i due episodi precedenti. Quando il nuovo incaricato delle soste ha cominciato a spiegare perché dovessimo spostarci, si è trovato davanti una disponibilità al dialogo molto diversa dalla mia.

Gli ha risposto senza lasciargli dubbi su quanto fossimo stanchi della situazione.

La terza manovra di cortesia non c’è stata.
 
Di lì a poco sono stati segnati e assegnati i posti auto.

Finalmente c’erano confini visibili, una disposizione precisa e nessun bisogno di ricostruire chi avesse parcheggiato dove negli ultimi decenni.

Il nostro posto è risultato quello sotto il balcone della cucina.
 
Proprio lì, dove mi fermavo all’inizio.

Adesso, quando parcheggio, guardo le strisce e salgo a casa. Se suonano, almeno, non devo prendere subito le chiavi della macchina.

Famiglia Lo Giudice: uno. Vicini: zero.

Ecco un altro VDI:   La rissa fantasma

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