Poi si è aperta la finestra ancora più in basso.
È comparsa una persona che ha iniziato a sacramentare. Non ho capito le parole precise, ma sul significato generale non avevo dubbi.
La scena aveva ormai tre livelli: sopra si puliva, in mezzo si cercava di uscire allo scoperto e sotto era cominciata la protesta.
Sono rimasta a guardare il tempo sufficiente per apprezzare il fatto che nessuna di quelle finestre fosse mia.
Non dovevo ritirare il bucato, pulire un davanzale o cercare di farmi sentire da chi impugnava il tappeto. Potevo semplicemente proseguire la passeggiata.
È stata una sensazione bellissima.
Mi sono venuti in mente i miei vicini, ai quali ho già assegnato nomi adeguati: la Banshee, Evangelinator, il Ladro Involontario di Sedie Fischiettante, Simil Pacciani e Strega Nocciola.
Un assortimento che di solito non mi ispira gratitudine.
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