L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’aperitivo del vicino

Per settimane mi bastava girare la chiave della moto perché, nel giro di due minuti, squillasse il telefono.

È successo circa sei anni fa, poco dopo essere diventato proprietario di un garage condominiale situato sotto le abitazioni. I balconi affacciavano direttamente sulla rampa, quindi capivo che lasciare una moto accesa per mezz’ora nel cuore della notte non sarebbe stato proprio un gesto di grande civiltà.

Il problema è che io la accendevo tra le cinque e le otto di sera, giusto il tempo necessario a scaldarla o controllare che funzionasse dopo qualche lavoretto.

Eppure il copione era sempre identico: accendevo la moto, aspettavo un minuto e mi chiamava l’amministratore.

“Mi ha appena telefonato un condomino, dice che la moto fa troppo rumore e che i gas di scarico arrivano fino alle abitazioni.”

“È accesa da meno di due minuti.”

“Lo so, però cerca di spegnerla.”

Una volta poteva anche capitare. Due pure. Alla decima telefonata, però, quella storia aveva iniziato a starmi altamente sulle palle.

Ecco un altro VDI:   Licantropo

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