L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La stradina della discordia

Perché, come spesso succede nelle storie di provincia, le cose semplici diventano telenovele.
Quell’uomo, e poi sua figlia dopo di lui, hanno cercato ogni cavillo possibile per impedirci di fare qualunque cosa su quel terreno.
Non una, non due, tutte le occasioni buone per rompere l’anima.

Il problema numero uno: per abitarci, serviva il diritto di passaggio all’interno della corte.
Attualmente, è l’unico modo per accedere al nostro lotto.
Solo che… l’ingresso della corte misura 4,70 metri.
Per avere diritto di passaggio, la legge dice che deve essere di almeno 5 metri.
Eccoli lì, i 30 centimetri più costosi della storia.

Le alternative erano due:

  1. Chiedere l’ok all’unanimità di tutti gli abitanti della corte (ma loro, ovviamente, avrebbero detto di no, e due condomini sono irrintracciabili da anni).

  2. Fare finalmente la strada dietro al lotto.

Nessuna delle due era praticabile.
La prima per ovvi motivi: a chiedere il permesso a certa gente, è come chiedere a un gatto di firmare un modulo.
La seconda perché, se avessero fatto la strada, il nostro caro vicino avrebbe perso il diritto di passare da noi per raggiungere il suo campo — un diritto che, tanto per chiarire, comportava “rosicchiare” 5 metri dal nostro lotto.
Insomma, una guerra di corridoi e centimetri, con tanto di ostaggi.

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