L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La posta

Da quel momento qualcosa ha iniziato a non tornare.

Lettere che non arrivano.
Non “forse non le ho viste”. Non “magari sono in ritardo”. Lettere che enti e uffici hanno spedito con certezza. Comunicazioni ufficiali. Roba che sai che esiste perché ti arriva la notifica, la conferma, il “gliel’abbiamo mandata”.
E tu guardi la cassetta. Vuota.

All’inizio ti dici che è un caso. Poi due. Poi tre. Poi cominci a contare. E quando cominci a contare, vuol dire che il dubbio si è già insinuato.

Nel frattempo il mio compagno assiste a una scena strana. Una di quelle che durano pochi secondi ma restano incollate al cervello. Gli spunta davanti proprio mentre la signora sta ritirando la posta. Un movimento rapido, quasi infastidito, come se fosse stata colta in un momento che non prevedeva testimoni. Nulla di esplicito. Nulla che puoi raccontare come prova. Ma abbastanza per farti pensare:
perché proprio adesso?

Ed è lì che nasce il pensiero che non vorresti mai avere:
e se mettessero la mano nella mia cassetta?
Oppure, ancora più semplice e più pulito: ricevono la mia posta e decidono di non darmela.

Ecco un altro VDI:   La Corte

Da quel momento inizi a notare cose che prima non vedevi.
Abitano al primo piano. Appena arriva il postino, lei è giù. Sempre. Una puntualità che rasenta l’istinto animale. Il tempo che il postino si allontana e la porta si apre. Coincidenze? Forse. Ma ripetute diventano altro.

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