L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La puzza di fumo

Per mesi ho pensato di scrivervi qui del mio vicino. Sarebbe stato il vicino esemplare, quello da manuale, se non fosse stato per un dettaglio che mi faceva storcere il naso ogni volta: la puzza di fumo di sigarette. Ogni volta che passava sul pianerottolo, ogni volta che apriva o chiudeva la porta di casa, quell’odore rimaneva sospeso nell’aria come una presenza indesiderata. Lo notavo sempre. Lo odiavo, lo ammetto. Pensavo spesso: possibile che una persona così carina debba avere proprio questo difetto?

Io e mio marito siamo originari del Sud Italia e viviamo in un appartamento a 950 chilometri da casa, in questa palazzina piccola, solo otto appartamenti. Un posto dove inevitabilmente impari a riconoscere i passi, i rumori, le abitudini degli altri. Lui abitava a due metri dalla nostra porta.

Era un uomo sulla sessantina, separato, quindi spesso solo. Ma non solo nel senso triste del termine: aveva imparato a stare con gli altri senza invadere. Simpatico, silenzioso quando serviva, generoso sempre. Uno di quelli che non si impongono mai, ma che ci sono.

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