Un’altra discussione è nata per l’infiorata, una tradizione della zona. Gli abitanti preparano disegni lungo il percorso della processione, lavorando dalla mattina presto.
Lei non partecipa e nessuno le ha mai chiesto di farlo. Quel giorno, però, aveva appeso dei quadri all’esterno di casa e una vicina anziana, incuriosita, le ha domandato una spiegazione.
Da lì è partita la protesta contro chi fa del male ai fiori, perché sono esseri viventi.
Noi, davanti ai nostri disegni, ci siamo guardati.
Li avevamo fatti con caffè, sale colorato e sabbia.
Non so se avesse osservato cosa stavamo preparando prima di cominciare il discorso. So che una domanda sui quadri era diventata una discussione nella quale ci trovavamo a spiegare perfino i materiali posati per terra.
Poi c’è la vecchia centrale geotermica, chiusa da anni, sulla quale in zona si discute molto. C’è chi vorrebbe riaprirla con gli interventi necessari e chi è contrario.
Lei ha riempito finestre e balconi di cartelli contro la geotermia. Fin qui, una posizione come un’altra. Il problema arriva quando comincia a parlarne: dalle questioni sull’impianto passa a complotti e convinzioni che rendono difficile restare sul tema.
Io vorrei capire di quale progetto stiamo discutendo e mi ritrovo ad ascoltare tutt’altro.
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