L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La macchina graffiata

Nel 2011, con tutti i sacrifici del mondo, compro una mansarda. Piccola ma carina, luminosa, vista aperta, e cosa per me fondamentale: posto auto incluso. Che detto così sembra una banalità, ma chi vive in città o in zone affollate sa che trovare parcheggio può essere peggio che trovare un lavoro. Insomma, una mansarda con posto auto di proprietà. Un sogno.

I vicini, all’inizio, sembravano usciti da una pubblicità del Mulino Bianco. Tutti sorrisi, buongiorno-buonasera, qualcuno mi ha pure portato una crostata per “dare il benvenuto nel condominio”. Ho pensato: che fortuna. La casa mi piace, la zona mi piace, i vicini sono gentili… cosa posso volere di più?

Sei mesi. Dopo sei mesi esatti mi arriva una raccomandata: comparizione in tribunale. Penso subito a un errore, magari omonimia. Invece no: il vicino del piano di sotto mi ha citato in giudizio. Rivendicava la proprietà del mio posto auto. Diceva che era suo, che c’era stato un errore nella planimetria, che l’avevo “espropriato”.

Ecco un altro VDI:   Zoo-Bambini

Ora, tutto il mio atto di compravendita era perfettamente in regola, firmato, rogitato, con tanto di mappa catastale che indicava chiaramente che il posto auto era di mia proprietà. E invece no: lui insisteva. Parte la causa.

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