Abito in piena campagna. Qui tutti si conoscono e ogni cosa che succede diventa argomento di conversazione per almeno tre mesi.
Il protagonista di questa storia è una bravissima persona: gentile, sempre pronto a fare due chiacchiere e a darti una mano se serve. Ma… diciamo che ha una fantasia molto vivace. Per comodità lo chiamerò Mario.
Mario ha preso in gestione il campo di ulivi proprio sotto casa nostra. L’unica via per arrivarci passa dalla mia strada — strada privata, visto che qui ci abitiamo solo io e la mia famiglia.
Da quando l’ha preso in mano, il campo è rinato: ha potato, sistemato, pulito, insomma un lavoro da manuale. Solo che Mario ha anche un vizio… colleziona tutto quello che trova in giro. E quando dico tutto, intendo proprio tutto: cartelli stradali abbandonati dai cantieri, oggetti buttati via, vecchie sedie, tubi arrugginiti, una volta pure un manichino senza testa che teneva appoggiato al muro “perché può sempre servire”.
Fin qui, nulla di drammatico… finché non è arrivata la famosa notte della bambola.
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