Alle 12:30 arriva la figlia della signora, nonché madre della nipotina. Anche lei comunica quasi esclusivamente urlando e rende partecipe il condominio di ogni dettaglio della giornata, compreso il numero delle volte in cui va in bagno.
Non ho mai chiesto queste informazioni, ma ormai potrei compilare un diario piuttosto preciso delle sue funzioni intestinali.
Finalmente, intorno alle 15, arriva la pace. Qualche ora di tregua in cui il soffitto smette di trasmettere il programma “Una famiglia sopra di noi” e riesco quasi a rilassarmi.
Il problema è che io ho un bambino piccolo. Ho chiesto soltanto una cortesia: evitare di trascinare le sedie sul pavimento, perché il rumore arriva fortissimo e mio figlio ogni volta sobbalza. Non ho preteso silenzio assoluto, né chiesto loro di smettere di vivere. Solo di sollevare una sedia invece di trascinarla.
Per un po’ hanno anche smesso.
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