L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La coinquilina dei lucchetti

Quando arrivò sua madre, capimmo da dove provenisse almeno una parte di quella gestione domestica. Rimase con noi per due settimane e cominciò a dettare nuove regole: i bicchieri dovevano essere sistemati in ordine di altezza e i lampadari andavano spolverati ogni settimana.

Nel frattempo arrivò un pacco destinato alla coinquilina, o meglio, non arrivò. Lei ci accusò di non averlo ritirato, finché non si scoprì che aveva scritto male l’indirizzo. Naturalmente anche quello, in qualche modo, era diventato colpa nostra.

A quel punto avevamo già ricevuto persino una lettera da un avvocato. L’apoteosi arrivò quando la coinquilina coinvolse i Carabinieri e tre di noi furono chiamate a raccontare la situazione.

Noi spiegammo tutto: la moka, i post-it, il fax per ospitare due amiche, il bagno chiuso a chiave, i lucchetti sul pensile, le bollette ricalcolate, lo zucchero presumibilmente rubato e il pacco spedito all’indirizzo sbagliato.

I Carabinieri, ascoltando il racconto completo, finirono per ridere.

La proprietaria, ormai esasperata, decise che l’unico modo per liberarsi della situazione fosse mandare via tutti. Poco dopo, però, chiese praticamente in ginocchio a noi tre di tornare nell’appartamento.

Ecco un altro VDI:   James Ant

Quindi alla fine la coinquilina da incubo riuscì davvero a imporre la propria regola definitiva: fece uscire tutti da casa. Peccato che le uniche invitate a rientrare fossimo noi. Ma quella è un’altra storia.

Lascia una risposta