L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

James Ant

Tante volte quando leggo le vostre storie mi dico che sono assurde ma sono abituato anche io ad avere dei pazzi vicino a casa, quindi, non mi stupisco proprio. Ho visto gente di ogni tipo a causa del fatto che sono sostanzialmente un nomade e anche se sono vicino ai 50, non ho mai avuto una dimora fissa per più di due o tre anni.

Il mio lavoro e la mia vita mi hanno portato ad essere solo: si tratta di una scelta che rifarei altre 1000 volte. Nel corso della mia vita i vicini di casa hanno rappresentato tanto, sia in positivo, che in negativo. Ho avuto modo di conoscere usi e costumi di diversi Paesi del mondo in cui, per periodi più o meno lunghi, ho abitato. Vi racconterò di uno dei vicini che mi è rimasto impresso:

L’americano: lui era il classico mascellone americano. Più simile ad un fumetto che ad un essere umano. Ex capitano della squadra di football, moglie bionda, bellina, ex cheerleader. Adoravano il barbecue in giardino con gli amici. Li guardavo e pensavo che se mi fossi presentato da lui, suonando un mandolino, con una pizza e della pasta avremmo potuto fare il “festival degli stereotipi”.

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In passato era stato una sorta di Rambo, oggi il fisico da giocatore di football aveva lasciato spazio ad una panza ripiena di Bud, ma conservava un discreto fascio che esercitava sulle donne del quartiere. A me ricordava Buzz Lightyear di Toys (o meglio Bud Lightyear), ma più mascellone rispetto al pupazzo. Per il resto anche le sue movenze erano simili.

Il problema di James (questo il suo nome) erano le formiche. Aveva l’ossessione delle formiche. Lo si poteva sentire a centinaia di metri, urlare contro le formiche che, inevitabilmente, si infilavano nel suo bel giardino, banchettando con i residui di cibo che James e i suoi amici, avevano sparso sul prato dopo l’ennesimo BBQ.

Le formiche erano per James la maledizione divina. Non gli davano solo fastidio, era una vera e propria fobia. Ricordo una volta, durante una delle sue feste a cui partecipai anche io quando improvvisamente si mise a saltellare sul posto, come fosse un bambino capriccioso: “vi ammazzo, vi uccido tutte, maledette p*ttane“. Pestava i piedi per terra con forza, cercando di scaraventare i suoi 100kg sugli insetti ma con più ne pestava, con più ne uscivano dai vari cunicoli sotterranei.

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