Passano alcuni minuti e il vicino torna alla carica con un’altra domanda fondamentale:
“Alexa, che tempo fa?”
Fuori c’è un sole meraviglioso, ma Alexa annuncia che a Milano pioverà. Scopro così che l’apparecchio glielo ha regalato il figlio, che vive a Milano, e nessuno ha cambiato la località nelle impostazioni. Noi, però, siamo in Sicilia.
“Maria, ma perché dice che piove a Milano? Che ce ne interessa a noi di Milano?”
E da lì ripartono le conversazioni. Lui fa domande inutili, Alexa risponde parlando di un’altra città e la moglie cerca di spiegargli come funziona.
Io sento tutto perfettamente perché il vicino parla a un volume tale che la sua voce esce dalla casa, attraversa la strada, rimbalza sulla parete della chiesa del vicino prete e arriva dritta nella mia camera da letto.
Ogni tanto si affaccia anche per vedere se sono nei paraggi, probabilmente sperando di potermi raccontare personalmente la sua nuova rivoluzionaria scoperta tecnologica.
Così, dal fondo della mia camera, parte sempre la stessa voce:
“Alexa, uccidilo!”
Per ora lei non ha eseguito il comando. Probabilmente è ancora impostata su Milano.
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