Dopo la riunione condominiale durante la quale Dexter ha rivelato a tutti la propria natura di serial killer, come vi raccontavo nel post precedente, si è presentato alla mia porta il vicino del piano di sopra, con una banale scusa, per avere notizie sul vecchio proprietario che gli avrebbe venduto casa.
Premetto che parto sempre un po’ prevenuto quando lo incontro, perché in quelle rare occasioni in cui ci incrociamo esordisce sempre con:
«Scusa, posso chiederti una cosa?»
In realtà non mi deve chiedere nulla, è solo il suo modo per attaccare interminabili pipponi sulla sua vita da gamer e da appassionato di tecnologia.
Inoltre riesce sempre a infilare la solita battutina a sfondo sessuale, ricordandomi ogni due per tre l’episodio di quando aveva suonato alla vicina che gli vive accanto portandole un preventivo per costruire una parete in cartongesso, con tanto di materiale fonoassorbente, nel muro confinante.
Il motivo?
Insonorizzare i rumori.
O meglio, i gemiti delle ragazze che ospitava a casa sua, definita da lui stesso «un porto di mare», e quelli della vicina, così da evitarsi reciprocamente l’imbarazzo.
Alla fine, però, avevano concordato che a nessuno dei due quei rumori davano fastidio e avevano deciso di risparmiare la spesa.
E poi c’è tutta la vicenda dei sexy pacchi Amazon, ma quella l’ho già raccontata.
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