Di notte entra in scena quello che considero il capo del gruppo, che parla al telefono urlando come se la persona dall’altra parte della chiamata si trovasse in un altro continente e il cellulare non fosse ancora stato inventato.
Quando finalmente cessano le corse e i tonfi, parte la sua voce. A quel punto posso scegliere se ascoltare metà conversazione oppure chiudere tutto e sperare che i muri riescano a fare il proprio lavoro.
Sono arrivata in questa casa come una persona abbastanza tranquilla. In poco tempo mi sto trasformando in una nana malefica che osserva il soffitto e prepara mentalmente la prossima battaglia.
Comunque grazie per avermi accolta nel gruppo e per le risate che mi regalate con le vostre storie.
Sapere di non essere l’unica non risolve il problema.
Ma almeno mi fa sentire meno sola nella giungla.
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