Potrei intitolare la storia d’amore con i miei vicini da incubo: “Benvenuti nella giungla condominiale”.
Sono una famiglia numerosa, con sei figli e un seguito quasi permanente di parenti. Da quando sono arrivati, vivere al pianterreno è diventato come abitare sotto una ditta di traslochi aperta ventiquattr’ore su ventiquattro.
Da sopra arrivano continuamente tonfi, mobili trascinati, corse e oggetti lasciati cadere. Non importa che sia mattina, pomeriggio o sera: c’è sempre qualcuno che sposta qualcosa, cammina pesantemente oppure produce un rumore del quale preferisco non conoscere l’origine.
All’inizio pensavo fossero ancora alle prese con il trasloco.
Poi ho capito che quello è semplicemente il loro stile di vita.
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