Alle 7:57 ho urlato sul pianerottolo abbastanza forte da far aprire la porta al vicino. È comparso assonnato e mi ha chiesto:
“Vale, tutto ok?”
Fino a pochi secondi prima il problema era un paio di guanti.
Eravamo appena usciti per andare a scuola: io e i miei tre figli, ciascuno con il proprio contributo alla partenza.
Il più piccolo era nel passeggino, il grande pronto ad andare e quello di mezzo si era fermato sui polsi. I guanti non li coprivano come voleva lui.
L’ho aiutato a sistemarli, cercando di tirare giù le maniche e far combaciare tutto. Poi gli ho passato lo zaino.
Lui lo ha appoggiato per terra.
L’ho raccolto e gliel’ho ridato.
Lo ha rimesso giù.
Io l’ho tirato su di nuovo. Lui, di nuovo, a terra.
Non saprei dire a quale passaggio preciso ho perso il controllo. So che a un certo punto dal mio corpo è uscito un urlo che non pensavo di avere a disposizione prima delle otto.
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