Il piccolo nel passeggino si è messo a piangere.
L’adolescente ha accelerato verso l’uscita, prendendo immediatamente le distanze dalla famiglia.
Io sono rimasta sul pianerottolo con lo zaino, il problema dei guanti e adesso anche un bambino che piangeva.
Poi si è aperta la porta del vicino.
“Vale, tutto ok?”
Aveva la faccia di uno che fino a un momento prima stava dormendo. Quella domanda mi ha fatta tornare immediatamente consapevole del posto in cui mi trovavo.
Non eravamo soli. Intorno c’erano porte chiuse, persone a letto e un palazzo che non aveva chiesto di partecipare alla nostra uscita per la scuola.
Mi sono vergognata.
Ero partita cercando di sistemare un polso scoperto e avevo finito per svegliare il vicino, spaventare il piccolo e convincere il grande a proseguire senza di noi.
Lo zaino, nel frattempo, doveva ancora arrivare a scuola.
Lascia una risposta