Dopo sono tornata a suonargli per chiedere scusa.
Volevo dirglielo con calma, senza il passeggino da gestire e senza infilare nella spiegazione tutte le ragioni per cui ero esasperata. Avevo urlato io e lui si era svegliato.
Non c’era molto altro da dimostrare.
Adesso gli sto preparando un dolce. Non cancella la sveglia improvvisa, ma mi fa piacere accompagnare le scuse con qualcosa di buono.
Mentre cucino ripenso a quel “tutto ok?”. È stato gentile. Al suo posto avrei potuto aprire con parole molto diverse.
Stamattina la vicina da incubo sono stata io.
Il condominio senza bambini continuo a desiderarlo. Per qualche minuto ci andrei volentieri da sola, lasciando fuori anche i miei.
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