Ricette semplici quando il tuo vicino è un vecchio rompipalle.
Altro che cucina: qui si digerisce pazienza, rancore e un pizzico di autocontrollo bruciacchiato.
Da due anni vivo in un condominio che, a vederlo, sembra tranquillo. Facciate pulite, fioriere curate, atmosfera pacifica.
Peccato che sopra di me viva il boss finale dei vicini difficili: un uomo di 80 anni con la calma di un petardo in un barbecue e la gentilezza di una porta tagliafuoco che ti si chiude in faccia.
Un vero concentrato di bastardaggine, raffinata nel tempo come un Parmigiano Reggiano 48 mesi.
Quest’uomo considera il mio balcone una discarica autorizzata. Ogni giorno — più volte al giorno — fa volare di tutto:
• briciole,
• residui di pasta,
• bucce,
• palle di polvere,
• unghie tagliate (la mia preferita… un bonus da film horror).
Io gliel’ho detto, più volte, con gentilezza:
“Guardi, quando spazza, usi una paletta, per favore.”
Lui annuisce sempre.
Annuisce come si annuisce quando uno ti parla in ascensore e tu stai ascoltando un podcast.
Poi continua esattamente come prima.
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