L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il paradosso del vicino molesto


I colpi continuavano.
Forti.
Regolari.
Perfino i gabbiani sul tetto, nel loro nido, sembravano stringersi le uova e guardarsi intorno con aria preoccupata.
È andata avanti per un’ora.
Un’ora intera.
Poi, finalmente, silenzio.

Stamattina, all’alba, urla per le scale.
Quelle urla che non lasciano spazio a dubbi.
“È lui,” ho pensato.
Esco di casa e, infatti, trovo tutto il condominio fuori dalle porte, in pigiama, con la stessa faccia da “e adesso?”

Il tizio, a quanto pare, ha un hobby particolare: montare mobili la sera, “quando ha tempo e gli è comodo”.
E per lui, “comodo” vuol dire anche alle 22 passate.
Dice che usa “solo un martello” e che fare drammi per questo è da fuori di testa.
Anzi, siamo noi i pazzi.
Lui, ovviamente, è la vittima.

Ora.
Io abito al secondo piano.
Lui sta al piano terra.
Se lo sentivo io così forte, figuriamoci il poveraccio che ha il muro in comune con lui.
Secondo me, gli vibra anche il materasso.

Ecco un altro VDI:   la sigaretta sul balcone

Lascia una risposta