A quel punto gli abbiamo fatto notare, molto gentilmente, che eravamo appena rientrati e che dentro casa nostra dalla sera prima c’era solo il gatto.
Silenzio.
Quello vero.
Quello pesante.
Io credo di aver visto il cervello del vicino entrare in buffering.
Poi mio marito, ormai quasi piegato dal ridere, ha aggiunto:
“Guardi, il gatto è bravo ma ancora non sa usare la lavatrice.”
La faccia della moglie in quel momento me la ricorderò per sempre.
Perché per un attimo giuro che sembrava davvero stesse valutando l’ipotesi.
Ormai sono convinta che certa gente nei condomini viva così, sentono un rumore, qualunque rumore, e il cervello seleziona automaticamente il colpevole abituale senza nemmeno verificare se sia fisicamente presente sul pianeta.
Secondo me se un giorno cade un vaso mentre siamo in ferie mi ritrovo comunque il vicino pronto a chiedermi spiegazioni sul comportamento anomalo del gatto durante il ciclo delicati.
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